News - SETTEMBRE 2011

30 settembre 2011

Da qualche settimana si è creato un vasto movimento di sostegno ai circa 100 docenti che in tutta Italia continuano a svolgere la funzione di "presidi incaricati" o, come comunemente definiti, di "precari della dirigenza". L'istituto dell'incarico di presidenza sembrava "defunto" con le ultime tornate concorsuali a posti di dirigente scolastico, nell'ottica del perseguimento della via maestra, indicata all'art. 97 della Costituzione, di "super concorsi" salvifici, rapidi e capaci, secondo l'idea del legislatore, di risolvere i gravosi problemi che affliggono la dirigenza scolastica. È necessario allora ripercorrere brevemente, senza tediare più di tanto, la storia normativa recente dell'istituto di cui sopra. Il D.Lgs. n. 59/1998, nel ribadire la linea secondo la quale fosse negata la possibilità in via ordinaria di conferire posti dirigenziali a chi non avesse conseguito la relativa qualifica mediante concorso, stabilì pure che essa dovesse decorrere dallo svolgimento della prima tornata di concorsi dirigenziali e dalla redazione delle conseguenti graduatorie. Fino a quel momento l'art. 28 bis, comma 3, di quest'ultimo decreto stabilì che non solo fosse possibile nella scuola conferire incarichi di presidenza, ma che anzi essi sarebbero stati titolo valutabile proprio ai fini concorsuali. L'art. 28 bis è poi divenuto l'art. 29 del D.Lgs. n. 165/2001, ed è tuttora vigente. Il legislatore, dunque, nel prevedere l'anzidetta eccezione all'impianto giuridico complessivo della dirigenza, ha tenuto presente le particolari necessità delle istituzioni scolastiche, che esigono, in ogni caso, la continua presenza di un responsabile. L'incarico di presidenza è regolato contrattualmente dall'art. 69 del CCNL/1995, espressamente richiamato nell'art. 146 del CCNL/2007. Tuttavia, la legge 43 del 31/03/2005, art. 1/sexies ha previsto che, a decorrere dall'anno scolastico 2006/2007, non siano più disposti nuovi incarichi di presidenza, fatta salva la conferma degli incarichi già assegnati. I posti vacanti di dirigente scolastico sono conferiti con incarico di reggenza.

L'impianto normativo vigente ha tuttavia consentito a chi ne avesse titolo di continuare a svolgere la funzione, anche in mancanza della "idoneità" concorsuale, da conseguire negli ultimi concorsi banditi, di cui uno in corso, che, come è noto, sono infarciti di errori, sconvolti dalle inchieste giudiziarie e dagli annullamenti disposti dalla Magistratura Amministrativa. Nel caos determinato da concorsi mal gestiti, dichiarati illegittimi, o dall'uso indiscriminato dell'istituto della reggenza, che comporta l'assegnazione senza scrupoli ai dirigenti scolastici(pochi) di una pluralità devastante di istituti scolastici, i "presidi incaricati" rimasti hanno garantito la stabilità, l'efficienza, la continuità di direzione in molte scuole, talvolta nelle sedi più disagiate. Esistono dunque ancora dei "precari della dirigenza", dei presidi a termine illegittimamente utilizzati dal legislatore per coprire le falle di un sistema ormai in cancrena. Questi soggetti hanno dimostrato competenze sul campo e continuano a svolgere degnamente, nel rispetto di una professione ormai bistrattata, le funzioni ad esse per legge assegnate.

Recentemente sono state presentate due interrogazioni parlamentari, di cui una alla Camera dei Deputati(on. Di Giuseppe, Atto n. 4-13296) e una al Senato della Repubblica(sen. Salvo Flores, Atto n. 4-05950), nelle quali si fa riferimento alla problematica dei presidi incaricati e si pone l'attenzione sulla illegittimità della reiterazione dei contratti a tempo determinato di tali soggetti, che si perpetua, per alcuni, addirittura da quasi un decennio. Scrive l'on. Di Giuseppe: "...alla luce del nuovo orientamento giurisprudenziale, potrebbero partire dei ricorsi per la trasformazione del contratto e il risarcimento danni alla pubblica amministrazione, che risulterebbe soccombente in quanto i presidi incaricati svolgono a tempo determinato da 10 anni la funzione, senza che sia mai stata determinata un'esigenza eccezionale, così come invece vorrebbe l'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001..." e, ancora: "i contratti a tempo determinato sono stati posti in essere secondo gli interroganti in violazione della normativa che regola la materia e, in particolare, del decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 368 con il quale l'ordinamento italiano ha inteso dare attuazione alla direttiva 1999/70/Ce relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall'UNICE, dal CEEP e dal CES (che si applica alla pubblica amministrazione in forza della clausola 2 del medesimo accordo quadro)". Il sen. Fleres punta inoltre l'attenzione sulla capacità professionale degli incaricati, sottolineando che: "i suddetti presidi incaricati, svolgendo tali funzioni da diversi anni, hanno acquisito capacità, competenze ed esperienze messe a disposizione di un'amministrazione che li ha, peraltro, incaricati, formati ed aggiornati con spese a carico dello Stato". Bisogna però specificare che nel pubblico impiego, in merito alla illegittima reiterazione di contratti a termine, la norma di riferimento è il comma 5, art. 35 del d.lgs. 165/2001: "5.In ogni caso, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione. Il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative." Dunque, sebbene, forse, non sia ipotizzabile una mera conversione del contratto, in rispetto anche al disposto dell'art. 97 della Carta Costituzionale, è altamente probabile che la P.A. sia colpita da più di 100 ricorsi per il risarcimento danno. La giurisprudenza recente è molto propensa, soprattutto per quanto riguarda la reiterazione dei contratti a termine dei docenti, ad accordare risarcimenti danno faraonici, parametrati sulla retribuzione globale di fatto, in media sulle 15 mensilità lorde. Fatto un breve calcolo ciò potrebbe costare al Miur circa 40000 euro netti a preside incaricato, per un totale di 4000000 euro per tutti questi "precari della dirigenza" rimasti. Naturalmente tutto a carico della comunità che dopo le recenti manovre finanziarie è vessata da tassazioni già a livelli esponenziali!

Alcune sigle sindacali, su tutte la Dirpresidi, ma anche l'Uglscuola e, ultima, l'Unicobas, stanno avviando procedure di vertenza a tutela di questa categoria di lavoratori. Che fine hanno fatto i Confederali( Cgil, Cisl e Uil)? Il loro silenzio assordante sulla vicenda sembra un'acquiescenza non molto celata alla volontà di continuare ad ignorare questa forma di precariato.

Quanto conviene ancora allo Stato disprezzare, umiliare, gettare e riusare i presidi incaricati? E quanto conviene economicamente, per una volontà incomprensibile, rischiare risarcimenti milionari a carico dei contribuenti, al solo scopo di evitare l'assunzione di 100 docenti che hanno dimostrato in un decennio di essere preparati, formati sul campo e disposti, a capo chino, a servire la Pubblica Amministrazione?

Nell'era della meritocrazia valutata in base a quiz, test di puro nozionismo, il legislatore farebbe bene, ogni tanto, a compiere gesti legittimi di riparazione a errori del passato, in favore del merito dimostrato giorno dopo giorno sul campo.

Salvatore M.

(tratto dal sito web: www.aetnanet.org)

30 settembre 2011

Formazione Professionale, Mascolo (Ugl): "Convinti che Tribunale Palermo prenderà giusta decisione"

"Siamo convinti che il Tribunale di Palermo prenderà la decisione più giusta in merito alla procedura d'insolvenza di uno degli enti di formazione siciliani coinvolti in casi di irregolarità nelle assunzioni, con l'utilizzo di contratti atipici".

Lo dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, commentando la scelta del Tribunale di rinviare di sette giorni ogni decisione in merito.

"Gli unici a fare le spese di questa grave situazione - aggiunge - sono i lavoratori, ancora senza stipendio, e per non gravare ulteriormente su di loro è necessario trovare soluzioni immediate, a partire dall'effettivo svolgimento di corsi di aggiornamento o riqualificazione del personale da effettuare nella provincia di appartenenza. Così come è urgente la costituzione di un sistema a partecipazione pubblica che inglobi anche la formazione professionale".

30 settembre 2011

SCUOLA: MASCOLO (UGL) BENE 8 PER MILLE MA SIA AGGIUNTIVO

(dall'agenzia ANSA)

Ben venga l'8 per mille alla scuola purché queste risorse siano aggiuntive rispetto al budget già previsto.

Lo dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, commentando l'Ordine del giorno approvato alla Camera.

"Inserire anche la scuola pubblica fra i destinatari dell'8 per mille rappresenta un passo avanti, auspichiamo però che queste risorse non vengano sottratte dal budget economico previsto per la scuola pubblica ma siano aggiuntive al fine di garantire adeguati percorsi formativi che preparino i giovani nel miglior modo possibile ad affrontare le sfide future".

24 settembre 2011

Formazione Professionale, Mascolo (Ugl): "Istituzioni facciano chiarezza sulle anomalie del sistema formativo siciliano"

"Chiediamo al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, di intervenire affinché venga fatta chiarezza sulle problematiche della formazione professionale siciliana e si trovino delle soluzioni concrete".

Lo dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, in merito alle irregolarità nelle assunzioni, con l'utilizzo di contratti atipici, riscontrate dall'Ispettorato regionale del lavoro in alcuni enti di formazione dell'isola.

"Ai già noti problemi del settore, legati al mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori, oramai da troppo tempo, - spiega il sindacalista - se ne sono aggiunti altri inerenti le errate procedure burocratiche utilizzate da alcuni enti di formazione, che a tutt'oggi, non permettono la liquidazione della cassa integrazione, in particolar modo per il periodo febbraio - luglio 2011".

"Come se non bastasse, - aggiunge Mascolo - veniamo a conoscenza che, in tali enti sono state effettuate assunzioni irregolari, con l'utilizzo di contratti atipici".

"In questa incresciosa vicenda, - conclude - riteniamo che gli unici a farne le spese siano ancora una volta i lavoratori e pertanto chiediamo interventi concreti che chiariscano tutte le anomalie".

21 settembre 2011

Proposta dell'Ugl Scuola in merito ai nuovi criteri di riparto degli organici del personale docente

Presso la sede di Roma della Regione Toscana, si è tenuta, in data odierna, una riunione indetta dal Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in merito alla proposta di nuovi criteri di riparto degli organici del personale docente.

La riunione è stata presieduta dalla Coordinatrice della Commissione Istruzione, Lavoro, Ricerca e Innovazione.

Erano presenti le Organizzazioni Sindacali: Ugl Scuola (è intervenuta Filomena Sisca), Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda.

Allegati:

21 settembre 2011

SCUOLA: MASCOLO (UGL), SICUREZZA ANCORA IN ALTO MARE SU RECLUTAMENTO CONFRONTO CON SINDACATI SU SISTEMI VERIFICA

(dall'agenzia ANSA)

"Anche se apprezziamo gli sforzi fatti finora dal Governo per la sicurezza negli edifici scolastici, tali risorse non sono ancora sufficienti. Sono ancora troppe le scuole non a norma". Lo dichiara il segretario nazionale dell'Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, commentando le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, per il quale "continuare questo 'scaricabarile' sulle competenze di tale interventi, rischia solo di procurare danni irreparabili".

Sulla riforma di reclutamento dei docenti, per il sindacalista "è vero che la qualità della scuola dipende da quella degli insegnanti così come la carriera non può essere legata solo al trascorrere del tempo ma al valore della didattica e dei risultati raggiunti, ma i sistemi di verifica della meritocrazia devono essere oggetto di confronto tra parti sociali e istituzioni per non passare da un estremo ad un altro".

"Inoltre - conclude - non bisogna certo dimenticare che alla scuola serve di più a partire da risorse economiche adeguate e dalla valorizzazione sia professionale che economica di tutto il personale scolastico".

13 settembre 2011

SCUOLA: MASCOLO (UGL), DA OCSE QUADRO DESOLANTE SU SITUAZIONE ITALIANA

(dall'agenzia ASCA)

"Dall'Ocse oggi arriva solo la conferma di un quadro drammatico e allarmante della scuola italiana. Sull'istruzione dei giovani non possiamo fare economia". Lo dichiara, in una nota, il segretario nazionale dell'Ugl Scuola, Giuseppe Mascolo, spiegando come "da tempo stiamo denunciando le numerose carenze strutturali in cui versa il settore, chiedendo massima attenzione ed interventi che garantiscano una formazione adeguata". "Siamo il fanalino di coda dell'Europa per la spesa e per gli stipendi del personale della scuola - spiega il sindacalista - , a cui si aggiunge il tasso ancor più drammatico di abbandono scolastico. Detenere il "record" di ore fra i banchi non vuole dire garantire un'istruzione idonea. Sono gli strumenti che forniamo che possono fare la differenza".

"Ecco perché - conclude Mascolo - la strada da seguire non è certo quella di ridurre organico e finanziamenti, ma bisogna valorizzare sia professionalmente che economicamente tutto il personale scolastico, docente e non. Dobbiamo incoraggiare i giovani a studiare e non dare loro motivi per abbandonare gli studi, mettendo a disposizione una scuola di qualità, percorsi formativi da portare avanti con risorse e metodi adeguati e al passo con l'evolversi dei tempi".

12 settembre 2011

SCUOLA. UGL: GOVERNO AGISCA SUBITO DANDO RISPOSTE CONCRETE "RISANARE SETTORE PARTENDO DA STABILIZZAZIONE PRECARI".

(dall' agenzia DIRE)

"L'Ugl lancia un appello accorato al governo e, in particolar modo al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, affinché si impegnino concretamente al risanamento del settore, partendo proprio dalla stabilizzazione dei precari. Nonostante gli sforzi intrapresi dall'attuale compagine governativa, infatti, continuano a registrarsi persistenti tagli agli organici".

Lo dichiara, in una nota, Giuseppe Mascolo, segretario nazionale Ugl Scuola, commentando il ritorno per 8 milioni di studenti tra i banchi di scuola.

Per il sindacalista "sono in aumento i precari e, di conseguenza, i disoccupati che, sommati alla carenza di risorse economiche da destinare alle scuole e alla messa in sicurezza delle stesse, aggravano ancora di più la situazione del comparto. È giusto - conclude Mascolo - agire subito dando risposte concrete a tutte queste problematiche prima che sia troppo tardi".

5 settembre 2011

Formazione Professionale - Sicilia

Lettera del Segretario Nazionale dell'Ugl Scuola al Presidente Lombardo

5 settembre 2011

Scuola, Mascolo (Ugl): "Una buona riforma scolastica parte dalla valorizzazione dei lavoratori"

"Esprimiamo solidarietà ai precari che manifestano in Sicilia, ormai da giorni, contro i tagli apportati al settore scolastico e, a quelli che da quest'anno non avranno più un posto di lavoro".

Lo dichiara Giuseppe Mascolo, segretario Nazionale dell'Ugl Scuola, aggiungendo che "da sempre abbiamo sostenuto che riformare il sistema scolastico, non significa ridurre gli organici. La necessità - continua il sindacalista - è quella di valorizzare ed incentivare i lavoratori, utilizzandoli al meglio e a vantaggio delle scuole, degli alunni e delle famiglie".

1 settembre 2011

Manovra, Centrella: "Unità sindacati doverosa per difendere una nazione di lavoratori"

"Abbiamo aderito con convinzione a questa manifestazione e in ogni piazza, in ogni luogo in cui ci sarà una piazza come questa, ci saremo anche noi dell'Ugl".

Lo ha detto Giovanni Centrella, segretario generale dell'Ugl, nel suo intervento dal palco alla manifestazione indetta dai tre sindacati, Cisl, Uil e Ugl, in corso a piazza Navona.

"Vogliamo - ha sottolineato - una manovra in cui a pagare di più sia chi ha di più e non lavoratori e pensionati o chi vive di solo reddito".

"Dimostriamo oggi a chi non c'è che l'unità è fondamentale, perché la nostra è una nazione di lavoratori e per questo è doveroso essere insieme qui a manifestare".

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